La Grande Guerra è l’evento che ha segnato l’inizio della storia del Novecento. Quella che si pensava poter essere una guerra lampo ha trasformato in un campo di battaglia l’intera Europa per cinque anni, chiamando a combattere e a morire milioni di giovani provenienti dalle regioni più remote della terra.
Un sacrificio di vite così imponente – nemmeno lontanamente rapportabile a quanto accaduto in precedenza nella storia dell’umanità – ha imposto il dovere del ricordo. La celebrazione dei caduti è stata istituzionalizzata, definita per legge, sacralizzata. La fondazione di questo rito civile ha finito col rendere anonime e impersonali le vite dei tanti, che con lingue, culture e storie differenti sono stati sacrificati sull’Altare della Patria.
Chi sono le persone i cui nomi vediamo scolpiti nei monumenti, nei cippi, nei cimiteri distribuiti per tutta Europa e vicino a noi in ogni paese? Festivaletteratura vuole ricordare l’anniversario dei cento anni dallo scoppio della Grande Guerra restituendo voce e volto agli uomini gettati in battaglia, attraverso due eventi strettamente collegati tra loro: l’installazione sonora CARO PADRE, VIDIRÒ… al Famedio - Cripta di San Sebastiano e il laboratorio I SOLDATI NEGLI ARCHIVI.
Ascoltare le loro parole, provare a ricostruire le vicende di ognuno al di là dei rapporti ufficiali degli eserciti e delle diplomazie, è forse la strada più autentica per cercare di riavvicinare alla nostra sensibilità e intelligenza un evento che ci sembra infinitamente distante, impersonale, impossibile da ridurre a un’unica ragione.

LA GRANDE GUERRA · VOCI E STORIE DI SOLDATI
coordinamento scientifico Juri Meda
Le scritture ufficiali dell’esercito sono una fonte storica primaria per cercare di ricostruire non solo le macro-storie – le battaglie, la disposizione delle truppe, l’organizzazione generale dell’esercito – ma soprattutto le micro-storie dei milioni di individui che hanno partecipato a questo tragico evento.
Nei registri dei ruoli matricolari veniva puntualmente annotata l’intera carriera di guerra di tutti i chiamati alle armi: reparto d’assegnazione, trasferimenti, licenze, ferite, ricoveri in ospedale, onorificenze, sanzioni.
Secondo la formula già sperimentata con successo nel 2013 per il progetto Genealogie, Festivaletteratura propone un laboratorio di ricerche, grazie al quale il pubblico avrà la possibilità di scoprire come i propri avi sono andati alla guerra, dove hanno combattuto, se sono stati feriti, se hanno ricevuto merito o biasimo per le loro imprese.
Le decine e decine di registri conservati attualmente presso l’Archivio di Stato di Verona e relativi ai soldati provenienti dai comuni della provincia di Mantova e impegnati nel primo conflitto mondiale vengono finalmente resi disponibili su postazioni informatiche e consultabili con l’assistenza di esperti archivisti.
Ulteriori indicazioni per proseguire la ricerca documentaria su altre fonti saranno fornite nei tre appuntamenti di Guida rapida alla ricerca tenuti da Daniela Ferrari e Danilo Craveia previsti – sempre alla Sagrestia dell’Archivio di Stato – giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 settembre.
Con I soldati negli archivi si avrà la possibilità di ricollocare memorie, scritti e fotografie familiari nel quadro certo delle assegnazioni militari, ricostruendo una narrazione che insieme permette di ridare un volto e una storia a nomi dimenticati nella burocrazia di guerra e insieme di ritrovare noi stessi, le nostre radici nei territori della grande storia. Attraverso questa riappropriazione personale, la Grande Guerra torna così a essere riconoscibile matrice del nostro tempo.
Nell’ottica di dar vita a una ricerca partecipata che contribuisca a recuperare una memoria condivisa della Grande Guerra, Festivaletteratura ha lanciato un appello alle istituzioni culturali presenti sul territorio e a tutti coloro che seguono il Festival su internet e sui social media per ricostruire le storie dei soldati mantovani che hanno partecipato al primo conflitto mondiale.
Abbiamo chiesto alle biblioteche, agli archivi storici della provincia e alle singole persone di aiutarci a raccogliere le fotografie dei monumenti e delle lapidi commemorative della Grande Guerra presenti nei comuni di tutta la provincia di Mantova. Le foto permetteranno di avviare all’interno di I soldati negli archivi una campagna di ricerca sistematica volta a restituire identità e storia ai soldati, oltre a costituire una prima mappatura della memoria storica del conflitto disseminata nel mantovano.
Dopo il suo avvio al Festival, I soldati negli archivi verrà riproposto a partire dal mese di novembre presso le biblioteche, gli istituti, le associazioni che ne facciano richiesta. La ripresa del laboratorio nei vari comuni della provincia permetterà di coinvolgere le singole comunità in una ricerca diffusa sul territorio, mettendo in relazione i documenti militari digitalizzati con le fonti locali (archivi comunali o di altre istituzioni) e soprattutto con le raccolte private e le testimonianze orali indirette, che potrebbero rivelarsi preziose per la ricostruzione della storia non solo personale e familiare, ma anche collettiva.
Per ospitare il laboratorio nei prossimi mesi, vi invitiamo a contattare l'Archivio di Festivaletteratura.
Tel. · 0376.225768
E-mail · [email protected]